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Nel
1965
imperversava da Londra l'epopea della musica beat.
Tuttavia, nella capitale italiana mancava un locale che
potesse essere
un punto di incontro dei "ragazzi yée-yée".
Poco tempo dopo a via tagliamento, nel quartiere Parioli
di roma
Giancarlo Bornigia e Alberico Crocetta hanno
una grande intuizione:
rilevare un cinema vuoto e abbandonato al n. 19 di Via Tagliamento
(nel 1960 Vittorio Gassman lo aveva già adocchiato per trasformarlo
in un teatro) e farlo diventare un locale-discoteca sul
modello del
Cavern Club di Liverpool, dove erano nati i Beatles.
Lo spazio viene adibito con macchine strane, una "buca dell'eco",
e
decorazioni di artisti d'avanguardia dal calibro di Wharol,
Rotella,
Schifano e Manzoni. Scelgono come nome "Piper Club", traducibile
come "club dello zampognaro". Bornigia e Crocetta, "i due
Re delle
notti romane", inaugurano il nuovo locale di via Tagliamento
e
diventano gli artefici di una vera e propria rivoluzione
culturale,
dove "il borghese ballo della mattonella", viene bandito
per
diventare "sfogo fisico e psichico", trasmissione e comunicazione
convulsa di una generazione che ha voglia di ribellarsi
agli standard imposti.
Iniziano i Live e importanti le Band e i solisti che si
esibiranno al
PIPER CLUB; pensiamo a complessi beat come l'Equipe 84 di
Vandelli, i Rockes di Shapiro o i Primitives di Mal.
I protagonisti del 68 ovviamente i ragazzi del Piper che
tutti i pomeriggi
si incontravano per ballare "lo shake", il "surf", lo "slop",
il "frog",
il "bird", il "dog", e il "monkey" .
Tra questi ragazzi ci sono Renato Fiacchini (Renato Zero),
Loredana Bertè e Nicoletta Strambelli (Patty Pravo).
Tra gli assidui frequentatori ci sono Vittorio Gassman,
Franco Zeffirelli,
Anna Magnani, Alberto Bevilacqua, Monica Vitti, Lina
Wertmüller,
Romina Power, e Nanni Loy. I giovanissimi si scatenano mentre
sul palco
arrivano anche nomi dall'estero: Mike Liddell, Patrick Samson,
Honeycombs, i Pink Floyd, i Genesis, gli Who,
Duke Ellington e Otis Redding.
Prima fra tutti è Patty Pravo, denominata "La ragazza
del Piper", che
colpisce nel segno con due successi discografici: "Ragazzo
triste"
(tradotta da Gianni Boncompagni da un successo di Sonny
Bono) e
"La bambola"
Dopo il '68, passano al Piper altri nomi del panorama
musicale nostrano:
i Pooh, i New Trolls e Le Orme, questi ultimi emersi al
Festival di Rieti
Passano gli anni e la pista diventa piano piano sempre più
Commerciale
e sempre più improntata su di una musica House...
Ancora oggi piena
di vitalità e innumerevoli e giovani che trascorrono
Fine settimana
tra le luci di un locale che ha visto tra le sue mura la
storia della
musica Italiana.. peccato solo che.. quei magici momenti
siano ormai
un ricordo così lontano
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